Zoom Feltrinelli

Si ispira alla tradizione di Dickens e Balzac, ma pubblica sul supporto più avanzato che ci sia: un libro elettronico. Alessandro Mari non è nuovo alle commistioni letterarie – il romanzo d’esordio, Troppo umana speranza, con il quale ha vinto a 31 anni l’ultima edizione del Premio Viareggio, è ambientato nel primo Risorgimento italiano ed è scritto con uno stile alto, d’altri tempi -, ma questa volta va decisamente oltre. Domani inaugurerà con il primo capitolo di Bandùna una collana, interamente digitale, di Feltrinelli e nelle settimane successive aggiungerà ogni volta un pezzo della storia, come facevano appunto i grandi autori ottocenteschi. Alexandre Dumas pubblicò I tre moschettieri sul settimanale francese Le Siècle nel 1844, Mari lo farà per meno di un euro a puntata (esclusa quella iniziale, gratuita) su Zoom, una piattaforma dalla quale si potranno acquistare estratti o singoli capitoli da 25 libri di alcuni grandi nomi del catalogo Feltrinelli, da Erri De Luca a Banana Yoshimoto.

“Finalmente, anche a livello industriale e tecnologico, si può tornare ad abbracciare una forma di romanzo che era tipica della letteratura borghese dell’Ottocente e che invece è diventata una modalità espressiva dei serial televisivi, quella del feuilleton”, dice Alessandro Mari al telefono da un hotel berlinese, nel quale si è chiuso per scrivere i capitoli successivi i primi tre già consegnati. “L’idea di pubblicare un capitolo a settimana è anche una sfida personale: Troppo umana speranza ha avuto una gestazione di cinque anni e ho potuto cambiare le carte in tavola fino all’ultimo. Con Bandùna potrò fare scelte meno meditate, più di istinto, ma soprattutto dovrò riuscire a lasciare nel lettore una sete sufficiente per tornare su Zoom ogni sette giorni per comprare la nuova puntata”.

In che modo l’idea di pubblicare un libro elettronico sta influenzando il tuo lavoro?

“Soprattutto nella lunghezza dei testi. Con Feltrinelli si è deciso di stabilire un limite, anche perché Troppo umana speranza era abbastanza… cicciuto (752 pagine!). Abbiamo ipotizzato un numero di battute considerate “digeribili” settimanalmente su questo nuovo supporto: tra le 23 e le 26 mila, l’equivalente di poco più di mezz’ora di lettura. A Bandùna sarà dedicato anche un sito web: vogliamo creare un rapporto diretto con i lettori, non solo per sapere se il libro piace o no, ma anche se pensano a sviluppi ulteriori della trama in corso d’opera. Naturalmente eventuali idee porteranno il nome e cognome di che le proporrà, ma avendo un ego abbastanza ingombrante sarò sempre io a scegliere come andare avanti”.

Ma che cos’è Bandùna?

“E’ il nome di un paese inventato che sorge dopo il 1850 (lì dove si era fermato il precedente romanzo cartaceo, attraverso il quale si poteva comunque intravedere l’Italia di oggi) dalle macerie di uno dei terremoti che hanno ridisegnato l’Italia nel Settecento, a opera di un gruppo di ‘fuorbanditi’, come si chiamavano i malviventi dell’epoca. Lo definisco un romanzo sudamericano, di realismo magico, su un paese di puttane e di fuorilegge”.

Perché la consideri una sfida?

“Perché sarebbe stato più facile per un editore lavorare a un giallo di exploitation editoriale. Feltrinelli, e per questo mi piace lavorare con loro, non ha avuto paura di affrontare la rivoluzione digitale cercando di inserire in questo nuovo contenitore anche un nuovo modo di fare letteratura. Era già accaduto con Troppo umana speranza: per la mole e la fisionomia, era destinato a vendere tre copie, invece ha avuto un successo inatteso. Subito dopo, quasi come provocazione, ho proposto di pubblicare un romanzo a puntate, ma i costi sarebbero stati proibitivi e forse il mercato non sarebbe stato pronto ad accoglierlo. L’ebook consente di fare un’operazione del genere, con buoni margini di riuscita”.

Oltre che scrittore, sei anche un lettore digitale?

“Ho un iPad, sul quale leggo solo una parte dei libri: di recente, qualche pagina di Guerra e pace e, stranamente, una Guida dei vini. Su carta, invece, ho riletto La regina disadorna di Maurizio Maggiani, che considero un grande romanzo: ne ho sottolineato molto pagine e ho avuto bisogno di un contatto molto fisico per assorbirne la storia. Sono convinto che per i prossimi vent’anni si continuerà a viaggiare su un doppio binario: si leggerà sia su carta sia in formato elettronico”.

Update delle 23.15: Il sito di Zoom è online da pochi minuti, con molti, inevitabili, buchi. La distribuzione è ancora in corso, ma si possono già vedere alcune cose:

  • Bandùna è in formato epub con DRM Adobe, come dire che la novità va comunque protetta. Sarebbe stato interessante partire senza barriere di diritti per trasformare questa iniziativa in una grande promozione del nuovo verbo digitale;
  • Lo stesso vale per gli altri estratti da libri già in vendita da tempo;
  • Maurizio Maggiani fa invece scaricare gratuitamente (dal proprio sito, via Zoom) il suo secondo romanzo, Vi ho già tutti sognato una volta, sempre per capitoli singoli, ma in formato pdf. Originale e divertente, oltre che onesta e per questo molto apprezzabile, il motivo che sta alla base della sua idea (il neretto è mio):

    Rileggendolo oggi non ho ben chiaro cosa volessi dire e raccontare, ed è assai probabile che non lo avessi chiaro nemmeno mentre lo stavo scrivendo. Sta di fatto che ne ho sempre rifiutato la ristampa. Oggi “Vi ho già tutti sognato una volta” è tornato di mia proprietà ed intendo offrirlo gratuitamente, a puntate di un capitolo alla volta, alla lettura di chi ne fosse per qualche ragione curioso. In cambio chiedo agli eventuali lettori il gesto di generosità di dirmi la loro, scrivendo un commento e magari provando a delucidarmi circa la natura di quel testo.

I poeti di Occupy Wall Street

Posted: 26 ottobre 2011 in Uncategorized

People's Library, tratta da http://blogfrombookstores.tumblr.com/

“Mi chiamo Stephen Boyer e sono il libraio della Libreria del Popolo”. Comincia così un post scritto da Zuccotti Park, dove il wi-fi è di nuovo in funzione dopo essere “andato giù”. Adesso Stephen può finalmente occuparsi a tempo pieno di diffondere l’Antologia poetica di Occupy Wall Street. Per ora, la raccolta è disponibile esclusivamente alla Libreria del Popolo, anche se presto dovrebbe anche essere on line, ma il suo fascino sta proprio in quell’essere scritta a mano e recitata ex novo ogni venerdì sera alle nove e mezza utilizzando il microfono umano. Quanti poeti sognerebbero che ad amplificare le loro parole fossero altri uomini e altre donne, certo non i megafoni dei black bloc in mezzo a fumi e lanci di estintori.

Ne hanno scritto: Wall Street Journal | Galley Cat

Il ritratto di Steve Jobs by Charis Tsevis

Per alcuni giorni ho creduto che la morte di Steve Jobs fosse finalmente figlia del suo tempo.
Poche ore dopo, Wired Italia era in edicola con una cover che sembrava più una scelta da puro instant che il frutto di una combinazione fortunata.
Stephen Fry ringraziava via Twitter tutti i quotidiani che gli avevano chiesto un articolo commemorativo, rinviando esclusivamente al suo blog, salvo scrivere meno di una settimana più tardi sul Guardian una official review dell’iPhone 4S che era più di una celebrazione postuma:

Some people become synecdoches, symbols or metonyms. Whether you think he was overpraised by some, underappreciated by others or whether you don’t give a hoot doesn’t really mean much to me. He mattered to me enormously. The standards he set, the passionate belief he had in the way that technology, the arts, design, fun, elegance and delight could all co-exist, the eternal pushing for higher standards, the refusal to accept standard paradigms in anything, either the conventional modus operandi of corporate affairs, technological matters or market practices was an example from which the world will continue to learn.

E le innumerevoli, differenti, anticipazioni in tutte le lingue dalla biografia di Walter Isaacson davano quasi l’idea di un libro con licenza Creative Commons più che di un’intelligente operazione commerciale destinata a essere un best seller.

Ma è stato sufficiente navigare tra i siti italiani di e-book, proprio in cerca di quel titolo, per ritornare alla – nostra – realtà. A meno di improvvisi lanci notturni, il libro di Isaacson domani in Italia si venderà soltanto su carta, con il 15% di sconto on line, mentre su Amazon.com il prezzo di copertina è di poco superiore al 50% (17.88 dollari, rispetto a 35) e quello in versione digitale, che sarà “consegnato” domani ai Kindle di tutto il mondo, ancora più basso: 13.79 dollari. L’uomo che ha cambiato il futuro, inventando l’iPad per leggere libri e giornali su una tavoletta, non l’ha cambiato per tutti.

Instant e-book su Gheddafi

E’ un instant, ma soprattuto è un e-book. E’ l’evoluzione più logica a cui pensare: il più grande evento del giorno raccontato velocemente in formato elettronico, qualcosa in più del tradizionale approfondimento del quotidiano in grado di vivere di vita propria. Lo ha proposto Il Sole 24 ore, questa mattina, guardando e facendoci guardare lontano, nonostante qualche inevitabile difetto. Pochi, per la verità: il libro si legge soltanto via Internet attraverso il viewer di Zmags per il mobile, non è quindi disponibile all’interno della app del Sole per iPad; la procedura per comprarlo, soprattutto la profilazione obbligatoria per chi non ha mai fatto acquisti sul negozio del Sole, è un po’ lunga.

Dettagli, insomma, per un prodotto eccellente da un punto di vista giornalistico ed essenziale (quindi, molto valido) sotto il profilo tecnico: pochi video, grafica semplice ed efficace, e soprattutto velocità di consegna. Un instant-book cartaceo avrebbe richiesto tempi molto più lunghi delle 24 ore trascorse dalla morte di Gheddafi alla distribuzione del libro digitale. Ecco a cosa serve quella “e” davanti alla parola “libro”.

“Avevamo già fatto un esperimento con la morte di Steve Jobs”, mi dice Massimo Esposti, caporedattore del Sole 24 ore. “In fondo, realizzare un instant e-book è più semplice di quanto si pensi: bisogna immaginarlo come un normale libro cartaceo e poi aggiungere i contenuti multimediali. In dieci ore siamo riusciti a produrlo e alle 4 di ieri notte eravamo pronti con la versione definitiva. Un delirio, ma molto bello, che serve anche per capire come si muove il mercato”. E’ questa la domanda-chiave: come sono le risposte degli utenti? “Buone, molto interessanti”, conclude Esposti.

I wish I was there

Posted: 21 ottobre 2011 in E-book

Dal libraio di Ultima Books, un’idea originale per una newsletter digitale, ho ricevuto oggi questo “recall” virtuale:

Dove va l’editoria digitale? Che cosa sta succedendo nel nuovo mondo editoriale? C’è qualcuno che ha la ricetta per prevedere cosa accadrà di qui a qualche anno? Io di certo non ho risposte, anche perché in quel caso farei il guru straricco e non l’umile libraio. Però conosco qualcuno che può dare delle indicazioni e che varrebbe la pena ascoltare, e sarà possibile farlo Sabato 22 e Domenica 23 Ottobre all’Ebookcamp che si terrà a Loreto, nella splendida cornice del Bastione Sangallo.