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Apple ha appena annunciato che il modello avviato per l’acquisto di abbonamenti per The Daily sarà applicato a tutte le altre app editoriali, comprese quelle di  video e musica. Riporto la parte introduttiva del comunicato ufficiale nel quale vengono curiosamente riportate alcune frasi di Steve Jobs, malgrado il suo abbandono per malattia:

Gli abbonamenti acquistati all’interno dell’App Store saranno venduti con lo stesso sistema di fatturazione App Store che è stato usato per comprare miliardi di applicazioni e di acquisti in-app. Gli Editori fissano il prezzo e la durata dell’abbonamento (settimanale, mensile, bimestrale, trimestrale, semestrale o annuale). Poi, con un solo clic, i clienti scelgono la lunghezza dell’abbonamento e ricevono automaticamente l’addebito in base alla lunghezza dell’impegno scelto (settimanale, mensile, ecc.). I clienti possono rivedere e gestire tutti i propri abbonamenti dalla pagina del proprio account personale, inclusa anche la possibilità di annullare il rinnovo automatico di un abbonamento. Apple processa di tutti i pagamenti, mantenendo lo stesso 30 percento che trattiene oggi per altri acquisti In-App.

“La nostra filosofia è semplice: quando Apple porta un nuovo abbonato alla app, Apple guadagna un 30 percento, quando l’editore porta un utente esistente o un nuovo abbonato all’app, l’editore mantiene il 100 percento e Apple non guadagna nulla”, ha dichiarato Steve Jobs , CEO di Apple. “Tutto ciò che richiediamo è che, se un editore sta facendo una offerta di abbonamento al di fuori dell’app, le stesse (o migliori) offerte vengano proposte all’interno della applicazione, in modo che i clienti possano facilmente abbonarsi con un clic direttamente dall’app. Crediamo che questo servizio di abbonamento innovativo fornirà agli editori una nuova opportunità per ampliare l’accesso ai loro contenuti digitali su iPad, iPod touch e iPhone, accontentando sia i nuovi abbonati che quelli già esistenti.”

Il Grande Gatsby? E’ un videogame

Pubblicato: 15 febbraio 2011 in Mercato

Mentre in libreria si moltiplicano le riletture, le riscritture e le ritraduzioni (segnalo quella di Franca Cavagnoli, in questo momento una delle migliori traduttrici in Italia, per i Tascabili Feltrinelli) di Francis Scott Fitzgerald, Nintendo va oltre e inventa un videogioco sul Grande Gatsby. Mi sono fermato al primo livello, dopo aver guadagnato punti saltando durante il party e sparando contro il cameriere.

Ne hanno scritto: Galley Cat |Wuz

Mauro Zerbini, a.d. di ibs.it

La seconda parte dell’intervista con l’amministratore delegato di ibs.it, Mauro Zerbini.

Dottor Zerbini, non crede che i prezzi degli eBook siano troppo alti?

Valutando i dati di vendita, non mi pare che il prezzo abbia rappresentato una criticità nella diffusione dei libri elettronici. Per il momento, prevalgono i vantaggi della lettura su eReader: portatilità e manegevolezza. Del resto, non credo che gli editori siano disposti a tagliare ulteriormente il prezzo finché saranno penalizzati dall’Iva al 20% sul valore di copertina.

Altra questione è quella dei DRM: lei è favorevole o contrario?

Inizialmente, lo ammetto, avevo grandi perplessità. Ma mi pare che il problema, almeno nella percezione immediata da parte degli utenti, sia stato superato grazie a strumenti di lettura e ad app (come Bluefire) che consentono di bypassarlo. Credo piuttosto che sia necessario in futuro uniformare le regole sull’uso dei DRM tra i diversi editori. Faccio un esempio a caso: un libro Mondadori consente un numero diverso di download rispetto a un altro edito da Feltrinelli. Forse è utile che ci sia una regola unica per non correre il rischio di confondere – e dunque respingere – gli utenti. Ma stiamo ponendo questo problema agli editori per arrivare a una soluzione in qualche settimana.

Il vostro eReader è molto simile al Kindle per alcune funzionalità fondamentali, come la connessione 3G a carico di ibs.it per il download diretto degli eBook. Da qualche settimana Kindle consente anche il prestito tra gli utenti di una copia: pensate di applicarlo anche a Leggo?

Questa scelta è legata alla gestione dei DRM da parte degli editori più che alle caratteristiche dell’eReader (le cui prossime versioni, comunque, dovranno prevedere la possibilità di effettuare il prestito dei libri). Sta alle case editrici accettare l’idea di mettere a disposizione i propri titoli per il prestito interpersonale: finora non abbiamo mai avuto modo di parlare di questo argomento. Tra l’altro, Kindle ha riprodotto una funzionalità che era già stata resa disponibile dal Nook da Barnes&Noble: per una volta, Amazon ha perso il primato…

Mercoledì Amazon ha venduto oltre 1 milione e 300 mila gift card per l’acquisto scontato di libri ed eBook attraverso LivingSocial: per un giorno sono stati messi in vendita coupon, da donare o da spendere per sé, del valore di 20 dollari a metà prezzo. E’ pensabile che fenomeni simili a questo o a Groupon, che servono come forme di pubblicità indiretta moltiplicando il numero dei possibili acquirenti, popolarissimi negli Stati Uniti attecchiscano anche in Italia?

E’ possibile, ma non credo che in Italia si possa arrivare fino al 50% di sconto. Amazon lavora con una marginalità molto più alta in America di quanto accada qui da noi. E comunque, anche in questo caso è indispensabile trovare un accordo con gli editori: per una libreria online, i costi sono comunque superiori al 50% a cui si dovrebbe rinunciare sul prezzo di copertina.

Negli Usa, Borders è in crisi profonda e Barnes&Noble ha tagliato negli ultimi giorni una cinquantina di addetti alle vendite. Crede che anche in Italia la diffusione del commercio elettronico possa avere effetti negativi sulle librerie, già di per sé in condizioni difficili?

Finora le librerie online italiane hanno sempre convissuto con quelle fisiche, sono state complementari e hanno contribuito a far conoscere i prodotti in commercio rendendoli disponibili a lungo. Gli eBook, però, escludono le librerie tradizionali dal nuovo mercato che si sta aprendo, fatta eccezione ovviamente per chi, come Hoepli o Feltrinelli, ha già una propria offerta online. Il rischio che anche da noi, dunque, si verifichino situazioni simili a quelle delle catene americane esiste, ma credo che si verificherà solo tra diversi anni.

Una curiosità personale: lei è già passato all’eReader o legge ancora i libri sulla carta?

Leggo i quotidiani sull’iPad, mentre per i libri tendo ancora a privilegiare la carta. Per un motivo semplice: la mancanza di un supporto che mi consenta di scaricare titoli digitali in italiano. Per la mia professione, leggo molto in inglese, ma la narrativa dev’essere italiana e fino a oggi non c’erano device comodi per il download in mobilità né un numero sufficiente di eBook. Non è scelta ideologica, dunque, ma pratica: adesso, di fronte alla disponibilità di uno strumento come Leggo, penso proprio che nelle prossime vacanze porterò con me un eReader.

Post collegato: Prima parte dell’intervista

Le consegne sarebbero dovute avvenire già in queste ore, ma ibs.it ha rinviato al 10 febbraio la distribuzione degli eReader Leggo, lanciati prima di Natale al prezzo promozionale di 199 euro. Il motivo lo spiega Mauro Zerbini, amministratore delegato della più importante libreria online italiana in una chiacchierata nella quale si è parlato di eBook, DRM e prospettive di mercato. Prospettive rosee, secondo Zerbini, a cui è stato impossibile estorcere cifre precise, se non valutazioni commerciali.

Perché il rinvio nella consegna dei Leggo?

Per un problema nell’assemblaggio della scatola. Con l’eReader era prevista una custodia protettiva che il fornitore ha però prodotto di un colore sbagliato rispetto a quello concordato. Abbiamo chiesto che la custodia fosse rifatta e ora siamo in attesa della consegna del prodotto.

Quando avverrà la consegna agli utenti, invece?

Abbiamo detto il 10 febbraio per essere prudenti. In realtà, le scatole con Leggo partiranno dalla fabbrica cinese la prossima settimana e potrebbero essere disponibili alcuni giorni prima per la consegna in Italia.

Quanti eReader avete venduto?

Non è un dato che vogliamo dichiarare. Ma posso dire che Leggo sta andando bene, ben oltre le nostre previsioni, tanto che abbiamo già previsto una seconda produzione all’inizio di marzo. Della prima produzione, il 70% era già stato prenotato; prevediamo che nelle prossime settimane ci siano ancora molte richieste.

Potrebbe dare invece il numero di eBook venduti a Natale?

Neanche quello (sorride). Anche lì, comunque, la quantità è stata superiore alle aspettative.

Seimila titoli in vendita sono molti o pochi, secondo lei?

Per il momento, sono abbastanza, perché tra questi seimila eBook ci sono tutte le più importanti novità uscite negli ultimi tre mesi e una buona selezione dei cataloghi. Credo però che la soglia critica da raggiungere per far davvero decollare le vendite degli eBook sia di 20-30 mila titoli entro la fine del 2011. Se si arrivasse a quella cifra, ci sarebbe un assortimento davvero sufficiente.

Dunque, rispetto ad altri Paesi europei, in Italia c’è un buon mercato per i libri elettronici?

Se sul libro tradizionale siamo largamente arretrati rispetto alla media europea, sugli eBook stiamo partendo abbastanza bene, soprattutto in confronto a Germania e Francia (tralasciando ovviamente il mercato di lingua inglese, che viaggia su cifre decisamente diverse). In quei due Paesi, essendoci una presenza così pervasiva di Amazon, il ritardo nella diffusione del Kindle frena la crescita delle vendite dei libri elettronici (ora la Fnac sta cominciando a muoversi, ma è pur sempre uno dei concorrenti internazionali più importanti della società di Bezos). In Italia, Amazon ha ancora un ruolo marginale e già prima del suo arrivo il mercato ha potuto mettersi in moto autonomamente.

Quanto è marginale la presenza di Amazon in Italia?

Ho visto i dati Audiweb a dicembre e, se si deve valutare in base al traffico sul sito (i dati di vendita li conoscono solo loro), mi pare che la maggior parte degli utenti cerchi prodotti di elettronica. Nei libri e nell’audiovideo, invece, Amazon è ancora dietro a tutti.

Post collegato: Seconda parte dell’intervista

James Bridle, immagine tratta da thisisplayful.com

James, a che punto è lo sviluppo di Open Bookmarks.org?

Esiste un wiki dedicato a standard, strategia e terminologie che sta andando molto avanti.

Al ToC di Francoforte hai detto che “in varie parti d’Europa, in Svezia e in Germania in modo particolare, ci sono organizzazioni che raccolgono in un solo sito tutti gli e-book pubblicati. Non capisco perché non si possa fare anche con i libri elettronici in inglese”. Qual è la tua impressione del mercato italiano? Credi che gli europei passeranno a leggere libri su eReader?

Non conosco a sufficienza il mercato italiano per poter fare delle previsioni concrete, ma gli eBook stanno assolutamente arrivando, dappertutto, e da quello che ho visto nei diversi mercati, ognuno adotta nuove pratiche più velocemente in base a quello che impara. E noi stiamo ancora continuando a imparare.

Quale può essere la chiave del successo degli eBook: la penetrazione dei device, la disponibilità di un gran numero di titoli, la diffusione degli standard per il social reading?

Il fattore più importante, secondo me, non è tanto la penetrazione dei device (gli ereader sono in giro da almeno una decina d’anni) né la disponibilità di libri (sebbene questo stia diventando un tema importante e noi abbiamo bisogno di venirne a capo), quanto piuttosto un servizio e un processo di distribuzione continui e senza soluzione di continuità. Questo è ciò che Apple ha realizzato con iTunes ed è anche il motivo per il quale Amazon e il Kindle stanno per monopolizzare gli eBook – almeno sui mercati di lingua inglese. Gli editori possono scegliere se sostenere i modelli attuali oppure se supportare alternative più aperte.

Pensi che il social reading potrà influenzare in qualche modo gli autori e il loro modo di scrivere?

E’ possibile, ma sono sempre diffidente rispetto all’idea che la tecnologia influenzi gli scrittori o che gli autori scrivano in funzione di particolari tecnologie. Gli scrittori che sperimentano ci sono sempre stati, che si tratti di BS Johnson che ha lavorato sulla forma del libro o di Umberto Eco che si è occupato della forma del linguaggio, e ora attendo con ansia esperimenti simili con gli eBook e con il social reading (io stesso sto cercando di sollecitarli con progetti come www.artistsebooks.org. In ogni caso, penso anche che ci sia uno spazio infinito per forme tradizionali di scrittura: il romanzo non morirà assolutamente presto.

2. fine

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