Il nuovo avanza, ma noi siamo in ritardo

Pubblicato: 22 ottobre 2010 in Editoria

Si dice “piuttosto che niente”. Dalle nostre parti, però, è più facile pensare “meglio niente che piuttosto”. Sì, insomma, mentre negli Stati Uniti Barnes&Noble mette in vendita l’ereader Nook da WalMart, in Italia le prime centinaia di libri elettronici dei grandi editori sono disponibili con i lucchetti dei DRM (facilmente crackabili con app scaricabili su iTunes, ma guai a dirlo) e ufficialmente leggibili solo con Adobe Digital Editions. Su pc o su un numero contenuto di ereader ancora poco diffusi e non su Kindle o iPad, che invece hanno già quote di mercato rilevanti.

E mentre noi facciamo una battaglia che arriva a fatica, e con un linguaggio non sempre comprensibile, sui grandi giornali contro il decreto Pisanu e trovare un hot spot in un luogo pubblico di una grande città (figurarsi in quelle più piccole) è come pescare un ago in un pagliaio, dall’altra parte dell’oceano la catena Starbucks lancia il suo network digitale, con la possibilità di scegliere musica e personalizzare i servizi. Come se l’11 settembre avesse colpito Roma e non New York.

In un’intervista alla Cnn, qualche giorno fa Nicholas Negroponte ha previsto che i tablet entro cinque anni costituiranno il principale strumento di accesso alla lettura. “Succederà la stessa cosa che si è verificata con gli smartphone – ha detto Negroponte -. La diffusione maggiore di questi nuovi strumenti si registrerà nei Paesi meno sviluppati, dove prima non esistevano i telefoni fissi (che nell’Occidente ricco erano invece un must di ogni casa) e oggi i computer sono proprietà di pochi”.

“That’s what cell phones did,” Negroponte said. “Cell phones were more popular in Cambodia and Uganda because they didn’t have phones. We had phones in this country, and we were very late to the table. They’re going to adopt e-books much faster than we do.”

Ecco, noi siamo esattamente nel mezzo: opulenti ma spaventati dal nuovo, intellettualmente ed economicamente pronti ma mentalmente inadatti ad accoglierlo.

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