Project: prime (buone) impressioni

Pubblicato: 30 novembre 2010 in Giornalismo, iPad, Media

Immagine tratta da Freebonus
Finalmente ho scaricato la creatura di Richard Branson diretta da Antony Noguera, ex editore di magazine patinati, come FHM. Ci è voluto un po’, ma il gioco vale decisamente la candela.

L’interattività è spinta, contenuta più o meno nel 70% delle pagine del mensile (in vendita in tre versioni: Uk, Usa e Canada, aggiornabili nel corso del mese), sempre che di pagine si possa continuare a parlare. Per la prima volta da quando sfoglio giornali per iPad, infatti, ho trovato un servizio multimediale che nasce da un video e rinvia a grafiche in 3D: è il caso di Tokyo on the ground, con link ai luoghi scelti da cinque personaggi che vivono a Tokyo.

L’app pesa molto perché abbonda di fotogallery e video, originali o costruiti ad hoc (quello, ad esempio, di Jeff Bridges, protagonista di Tron: Legacy, in uscita il 29 dicembre in 3D nei cinema, che “interpreta” la storia di copertina con il suo sguardo beffardo sullo sfondo di un loop, anche acustico, di onde del mare) e contiene diverse soluzioni nuove e interessanti.

  • I crocini di registro, ossia le icone che servono a segnare la divisione delle pagine di stampa, utilizzati per aprire il blog associato al giornale ed entrare nel forum di discussione sull’argomento dell’articolo.
  • La diffusione di “+” – per far scorrere strisce di link da tappare, per sovrapporre didascalie aggiuntive in alcune fotografie, per dare una bussola e continuare nella lettura. In generale, quei “plus” danno l’idea concreta dell’esistenza di contenuti aumentati, elaborati, di molta roba in più, insomma.
  • La componente ludica associata alla consultazione. Per scoprire alcuni articoli, ad esempio, si sposta la sabbia con la mano; per disegnare una hypercar, si passa sopra con le dita svelandone il colore; per scoprire la linea gerarchica del potere coreano, si aprono delle matrioske.

Limiti, ce ne sono, è ovvio. Il più immediato è l’impossibilità di continuare a navigare nella versione portrait dopo che si è finito di vedere/sfogliare proprio il servizio su Tokyo. Ma nel complesso The Project è il frutto di un progetto vero, concepito cercando di capire che cosa iPad (e presto anche gli altri tablet) possano veramente offrire. Anzi, debbano offrire ai lettori: un’esperienza unica, interattiva, divertente, che parta da un concetto in .pdf e vada molto oltre. Ciò che Wired sembrava avesse iniziato a fare, ma ha via via ridotto.
Ne hanno scritto: ITespresso (che aggiunge la notizia di un accordo tra i più importanti editori francesi per dar vita a un’edicola digitale anti-iTunes con l’operatore France Telecom-Orange), Engadget e Whatmeanstheworld.

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