Dialogo sul Project / 1

Pubblicato: 2 dicembre 2010 in Editoria, iPad, Senza categoria

Non amo i post troppo lunghi, dunque dividerò qui in due lo scambio di opinioni tra Luca Pianigiani e me a proposito del post sulle prime (buone) impressioni sul Project avvenuto sul gruppo EBookLab Italia di Linkedin. Scrive Luca:

Oggettivamente, non trovo una grande innovazione in questo progetto. C’è un piccolo passo in avanti, ma ci sono ancora troppi vincoli di una progettazione che nasce dalla carta… anche se in questo caso nemmeno c’è un prodotto cartaceo che deve essere “convertito”. Non voglio che questa frase venga vista come polemica, ma solo come stimolo per tutti (sopporto poco quelli che pensano di saperle “tutte”, in questo campo in particolare…. siamo tutti studenti, nessuno è professore).

Mi domando, per esempio, che senso ha sviluppare una rivista duplicandone i contenuti in orizzontale e in verticale: capisco (ma non accetto) che questa necessità sia una soluzione accettabile nella conversione di un contenuto di una rivista cartacea che nasce inevitabilmente con un solo orientamento, ma in un progetto che parte da zero, perché non inserire dei contenuti diversi e sfruttare davvero l’orientamento orizzontale e verticale dal punto di vista della comunicazione? Banalmente, se ci sono 100 contenuti, perché non farne 50 in orizzontale e 50 in verticale? Perché proseguire, poi, su una metafora – quella della pagina – che non ha senso nel digitale? Su un magazine digitale, io preferisco parlare di “aree”, di “stanze”, non di pagine.

Ogni rivista digitale che esce è un piccolo passo in avanti. A volte le cose migliori si trovano nelle “sfumature”: per esempio, Living di Martha Stewart offre una serie di piccole “chicche” che non sono rivoluzionarie, ma sono ben pensate dal punto di vista della bellezza e dell’impatto (c’è una foto di una modella che gioca con delle bolle di sapone, sono tre scatti montati come “animazione”, il risultato è affascinante… semplice, ma gradevole: non dobbiamo cercare sempre l’innovazione nella tecnologia, ma nelle nuove emozioni che possiamo trasmettere).

In attesa di “rivoluzioni”, che richiederanno anche uno sforzo da parte del fruitore e non solo da parte del progettista (a volte c’è da domandarsi quanto gli utenti sono in grado di affrontare nuove esperienze, ed è una domanda che mi pongo tutti i giorni, nel nostro lavoro di progettazione e di ricerca), cerco di trovare in ogni nuova rivista digitale che esce nuovi stimoli, accettando il fatto che sono sviluppati (e pensati) con il contagocce. Project non posso e non riesco a definirlo “nuovo”, è rigido, legnoso… ma speriamo cresca, come tutte le altre pubblicazioni. Nel frattempo, qui da noi, lavoriamo giorno e notte per chiudere il nostro esperimento che tra qualche giorno verrà inviato per accettazione su Appstore (e non solo), nella speranza di poter essere un’altra piccola goccia (ma specialmente un approccio diverso) in un fiume che ancora diventare forte, per ora è un rigagnolo.

La condivisione del pensiero, in questo settore, è davvero importante. Troppo si sta facendo senza pensare, o quantomeno…. pensando poco😉

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