Dialogo sul Project / 4

Pubblicato: 2 dicembre 2010 in Editoria, iPad, Mercato

Lo stesso Luca scrive poco oltre:

Le opinioni scambiate con alcune persone e strutture nel mondo che stanno facendo ricerca in questo senso confermano delle sensazioni che anche noi abbiamo, ma non è detto che poi il mercato seguirà una strada rispetto all’altra… ci si abitua alle soluzioni che vengono proposte e spesso è più difficile andare “oltre”. come dicevo, non si può non valutare la reazione del pubblico, quindi il “giusto” è vincolato a quello che il pubblico reputa “giusto”.

Tutto risiede in quel concetto di abitudine: l’abitudine di lettura che si è consolidata in 500 anni di caratteri a stampa e l’abitudine che si può o si vuole creare con una tavoletta digitale in pochi mesi. Mi rendo conto di quali confini siano stati abbattuti, con il lancio dell’iPad, per i creativi più visionari. Sono attratto io per primo dalla prospettiva di immaginare una soluzione rivoluzionaria per consultare una app di informazione: interattiva, basata su mediagrammi che aiutino i lettori a customizzare le proprie letture e, soprattutto, davvero aperta alla Rete. Ma mi chiedo se non sia meglio provocare un’evoluzione meno drastica, che modifichi progressivamente il modo in cui i lettori consultano i contenuti, li abitui appunto a comprendere le potenzialità di un oggetto come il tablet e non li respinga.

Io stesso, che mi considero un lettore digitale appena più istruito della media, leggo sugli e-reader una pagina per volta di un e-book e, se aumento il corpo del testo, lo faccio a condizione che non mi costringa a scorrere più di due volte in quella pagina per non perdere i miei punti di riferimento mentali. E ammetto di essermi trovato a dire “Boh” ad alta voce di fronte ad alcune soluzioni viste su iPad che saranno state anche ingegnose ma non riuscivo a capire a cosa servissero e quale informazione contenessero.

Secondo le ultime indagini internazionali, soltanto il 20% degli italiani adulti possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporaneada un punto di vista digitale. Oltre a questo, siamo molto conservatori, poco reattivi, ancorati a metodi antichi e superabili con grande difficoltà. Sarà una visione sbagliata e di retroguardia, ma come quindici anni fa Internet finì dentro una bolla perché i contenuti erano molto più avanzati rispetto alla velocità delle linee che avrebbero dovuto trasferirli, così oggi con le tavolette si rischia di produrre splendidi contenitori molto più avanzati rispetto alla velocità di reazione di chi dovrebbe fruire di ciò che sta dentro.

I post precedenti: Uno | Due | Tre

commenti
  1. Luca A. scrive:

    Discussione interessante. Un contributo veloce che spero possa essere utile: Gutenberg non si è fatto forse molti meno problemi quando ha dovuto reinventare il manoscritto creando così il libro moderno?

    Non capisco l’ansia di Luca Pianigiani di cercare una “rivoluzione” a tutti i costi. I creativi più visionari dovrebbero forse lasciare spazio agli artigiani più bravi in questo periodo di transizione…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...