Pubblicità su e-book e iPad / 3. Il decalogo di Condé Nast

Pubblicato: 29 dicembre 2010 in E-book, Pubblicità

Scribd, Read for a cause

Il vantaggio più rilevante della lettura digitale è quello di offrire a editori, a piattaforme di vendita e soprattutto agli investitori la possibilità di monitorare le abitudini dei consumatori – specialmente quelli di iPad e tablet – e, di conseguenza, modellare le inserzioni pubblicitarie in base ai loro interessi culturali in senso lato. Trovo, ad esempio, che una campagna sociale come quella lanciata da Scribd a favore della lettura per tutti sia perfetta per i frequentatori degli e-book: è di lunga durata e tocca nell’intimo la sensibilità dei lettori.

Al momento, comunque, non è così semplice studiare ciò che i lettori fanno con l’iPad, tanto meno con gli e-reader. Condé Nast, ad esempio, ha concluso una prima ricerca con un campione di 5000 lettori delle sue riviste (GQ, Vanity Fair, Wired e Glamour), attraverso interviste, questionari e soprattutto i feedback del software delle rispettive app. I risultati sono molto interessanti, sebbene ancora imperfetti:

  • Gli utenti trascorrono in media 2 ore e 40 minuti al mese su ciascuna edizione scaricata sull’iPad.
  • La app di Vanity Fair è quella letta più a lungo: 200 minuti in media per numero, più di tre volte del tempo trascorso per leggere l’edizione cartacea.

Il tempo rilevato, però, è influenzato dal fatto che le app sono lette da più persone all’interno di una famiglia. Per ora non è possibile identificare i singoli utenti che condividono l’iPad. Dice Scott McDonalds, responsabile della ricerca:

The usage software only takes you so far. It tells you what happened, but not necessarily why or with whom. We’re not at a stage where we know that yet.

Intanto, però, a seguito di questa ricerca, Condé Nast ha diffuso le sue linee guida sulle inserzioni pubblicitarie, che si possono racchiudere in quattro punti fondamentali. Alcuni di questi sono ampiamente noti, ma in pochi, soprattutto in Italia, sembra si curi di applicarli:

  • Trarre vantaggio dalle funzionalità di questo nuovo medium. Ovvero: proporre, NON ri-proporre. Gli utenti reagiscono positivamente ai contenuti aggiuntivi, alla multimedialità e all’interattività dell’iPad.
  • Rendere comprensibile il modo in cui si può interagire con l’inserzione pubblicitaria.
  • Essere creativi e inventare ogni volta una storia, un racconto, ad hoc per iPad, senza cercare di riadattare sul tablet ciò che è già visibile in tv o sui giornali di carta.
  • Consentire l’acquisto del prodotto pubblicizzato direttamente attraverso l’inserzione, senza obbligare gli utenti interessati a fare un ulteriore passaggio dal sito internet del produttore.

3. continua

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