Tombolini/1: “Nell’Area Kids il meglio dell’e-editoria”

Pubblicato: 5 gennaio 2011 in E-book, Editoria, iPad

Nook for Kids
Esistono un e-reader dedicato, una app che ha rivelato dall’inizio le potenzialità dell’iPad, libri digitali che hanno sostituito i mitici pop-up e garantiscono un livello di interazione elevatissimo, giochi di straordinario successo popolare e alcune scuole americane che fanno studiare gli alunni sull’iPad piuttosto che sui libri. Da qualche ora c’è anche la app gratuita di Nook con 100 titoli già pronti e due libri illustrati in omaggio, ancora più spettacolari del Winnie the Pooh di default in iBooks. Il settore della letteratura per bambini è quella più ricca di soluzioni interessanti, innovative, di ricerca insomma. E buona parte di tutto questo è stato pensato e sviluppato in Italia. “Sì, nell’area Kids noi stiamo lavorando molto e credo ci sarà ancora molto da fare”, mi confermava qualche giorno fa Antonio Tombolini, creatore di Simplicissimus (che, attraverso gli sviluppatori di Kiurma, ha collaborato con Piemme per due app: Geronimo Stilton e Il Cacciatore di Aquiloni, quest’ultimo con contenuti extra) quando gli ho chiesto di rispondere a qualche domanda. Come al solito, dividerò l’intervista in più parti.

L’area Kids è quella nella quale gli editori stanno concentrando la maggior parte degli investimenti: rispetto a quelli necessari per la carta, l’ordine di grandezza è di 1 a 2. Da un punto di vista tecnico, questo settore è il più difficile tra quelli dell’editoria digitale: i bambini, cresciuti in un mondo multimediale e già abituati a interagire con i videogiochi, sono estremamente esigenti, avendo termini di paragone molto elevati.

Come sono nate le due app sviluppate con Piemme?

E’ stato creato un team del quale fanno parte, oltre a me, tre membri della redazione di Piemme (tra questi, anche l’amministratore delegato, con una partecipazione diretta, continua e molto coinvolta) e il capo progetto di Kiurma, nostro partner anche nello sviluppo dell’edicola italiana per i comics. Le riunioni, a differenza di quanto accade di solito concentrandosi volta per volta soltanto su alcuni aspetti dello sviluppo, vertevano su tutto: dallo stadio di avanzamento ai minimi dettagli grafici. Probabilmente, senza volerlo, siamo stati noi a proporre questo metodo.

Nell’età digitale, un metodo a misura d’uomo.

Proprio così. Lo sviluppo di una app è molto diverso dal quello di un sito web. E’ un lavoro molto artigianale, simile a un film nella manifattura: nell’area Kids, molte idee creative nascono nel momento stesso in cui si scrive il codice dell’app. Gli stessi programmatori non sono semplici esecutori, ma contribuiscono costantemente dando indicazioni e suggerimenti. Una app di un libro per ragazzi è il frutto di una progressiva interazione tra chi la costruisce: editore e sviluppatore guardano insieme il prodotto, anche perché è nella natura di una app che venga presto aggiornata e dunque richiede un’attenzione continua verso soluzioni nuove e più interessanti.

1. continua

Il post successivo: 2

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...