Richard Nash: la lettura diventa “social”

Pubblicato: 7 gennaio 2011 in E-book, Editoria

Il prestito degli e-book, un argomento intorno alle cui varie declinazioni (biblioteche, piattaforme, ecc.) si possono leggere in questi giorni diverse riflessioni interessanti, è un aspetto del social reading sul quale alcuni editori hanno cominciato a sperimentare soluzioni futuribili. Tra questi, il nome seguito con maggiore attenzione è quello di Richard Nash, uno dei più importanti editori americani indipendenti dell’ultimo decennio, inserito alla fine del 2009 nell’elenco dei 50 visionari che stanno cambiando il mondo: dopo aver ceduto la Soft Skull Press, che ha diretto dal 2001 al 2007, aver vinto alcuni premi letterari e aver ceduto la casa editrice alla Counterpoint, da oltre un anno è al lavoro su Cursor, una piattaforma per il social reading.

Cursor pubblicherà ad aprile il primo titolo, Someday This Will Be Funny di Lynne Tillman, a cui seguiranno Zazen di Vanessa Veselka (a maggio) e Follow Me Down di Kio Stark (a giugno, nelle foto sopra le copertine). Tutti e tre sono stati presentati al ToC, la sezione digitale dell’ultima edizione della Fiera di Francoforte, nella quale Nash è stato tra i relatori più attesi.

Avrei dovuto incontrare Nash in aprile a New York, introdotto da Marco Cassini, uno dei due soci di minimumfax, amico comune, ma alcuni suoi contrattempi ce lo hanno impedito. Ci siamo dati appuntamento a dicembre, ma questa volta sono stato io a dover dare forfeit. Mi sarebbe piaciuto molto ascoltare dal vivo il suo tono di voce particolarmente quieto e le lunghe pause, durante le risposte alle domande, che lo hanno reso celebre nel panorama editoriale americano. Siamo rimasti comunque in contatto via mail, avendogli chiesto un’intervista in prospettiva della sua partecipazione a If Book Then, il convegno che si terrà il 3 febbraio a Milano.

Mentre aspettavo le sue risposte via mail, ho cercato di immaginare che cosa significa in concreto social reading e più in generale quali possano essere gli sviluppi della lettura digitale. Che vuol dire questa frase, suggestiva ma ancora molto generica: “I lettori diventeranno i protagonisti principali del futuro dell’editoria digitale”? Ho trovate parte della risposta in un intervento di Franz Wisner su Publishing Perspectives a proposito del futuro del settore della memorialistica. Secondo Wisner, la disponibilità di device mobili aumenterà i lettori di biografie e memoir; l’accesso alla rete attraverso quei device consentirà ai lettori di verificare subito, ad esempio, la corrispondenza di fatti storici o di fare altre ricerche personali e permetterà loro di comunicare direttamente con gli autori:

Often I’ll finish a section of a book and think, “Great writing. I wish I could tell the author she nailed it.” Future memoirs will have the ability to do just that.

E proprio i social media, l’espressione più popolare del web in questo momento, stimoleranno grandemente gli utenti a guardarsi indietro: nell’era dell’informazione dell’oggi, ci sarà sempre più bisogno di contestualizzare le informazioni dalle quali siamo travolti quotidianamente. Ma a una condizione:

An overlooked benefit of social media is that it’s forcing memoirs to be more intimate, more current, more revealing, more real. It’s pushing us to be better memoirists, frankly. Readers have increased their demands for intimacy and detail and words that “wow!”

E quando pensavo di aver finalmente cominciato a modificare la mia convinzione che la lettura non possa più essere un’esperienza personale, ma possa esclusivamente trarre vantaggi dalla condivisione con altri, sono arrivate le risposte di Richard, rivelatosi persona deliziosa, oltre che entusiasmante visionario. Ulteriormente illuminanti. Le pubblicherò qui di seguito lunedì, in due post. Chi voglia leggerle nella versione originale può trovarle già su Scribd.

Hanno scritto di Nash: Jewcy | Fancygoods | O’Reilly Radar

Gli interventi di Nash: O’Reilly ToC 2010 (video) | Techstars NYC (video) | Sito ufficiale

L’intervista con Richard Nash: Prima parte | Seconda parte

commenti
  1. Luca Conti scrive:

    L’ho conosciuto a Francoforte e di Cursor ho scritto anche su Nova. Sembra molto interessante, bella la tua intervista🙂 Vieni per caso a TOC NY il mese prossimo?

  2. carlo annese scrive:

    Ahhhh, Luca, che sofferenza! Avrei dovuto incontrare Nash a New York dopo aver partecipato all’Inma Summit sull’informazione su iPad, ma la mia appendice (nel senso addominale del termine) non ha voluto… E così mi sono giocato un viaggio negli States. Seguirò i tuoi tweet e il tuo blog.
    Grazie per la segnalazione del mio via Twitter. A presto, spero.

  3. Luca Conti scrive:

    Mi dispiace, spero che tu stia bene e abbia risolto la questione o che sia in via di risoluzione.

    Grazie a te. ciao!

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