L’effetto dell’eBook Revolution? Il trionfo del pdf

Pubblicato: 25 gennaio 2011 in E-book, Editoria, iPad

Ieri sera, alla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno ho avuto un déjà vu. Mi è sembrato di rivivere un convegno di 15 anni fa su Internet e il giornalismo, a Milano, con Vittorio Zambardino tra i relatori. Ho respirato la stessa aria di pionierismo, ho vissuto il medesimo entusiasmo di allora per qualcosa che sta per accadere, ha grandi potenzialità, ma in pochi riescono ancora a governare con l’immaginazione. Allora l’argomento era appunto il web, oggi è l’editoria digitale. Sia chiaro, occasioni come Edigita sono preziose per trasmettere un po’ di conoscenze a una platea più vasta di quella degli specialisti (alcuni dei quali costituiscono ormai una compagnia di giro: si possono trovare a Milano come a Casalecchio, Roma…): aiutano a non demonizzare la novità, a divulgare in maniera semplice e colloquiale i fondamenti su cui si basa e a fornire qualche numero.

I numeri, per la verità, sono pochissimi poiché nessuno ha voglia di ammettere che finora s’è fatto tanto rumore per quasi nulla. Le sole cifre che sono venute fuori riguardavano le biblioteche universitarie: l’anticipazione dei risultati di un’indagine sulla diffusione degli eBook negli 80 atenei italiani. L’indagine è partita un anno e mezzo fa, dunque molto prima che del fenomeno della letteratura digitale si parlasse in maniera massiccia, con l’utilizzo di un questionario:

  • Hanno risposto 51 atenei su 80
  • Solo 24 atenei hanno dichiarato di aver acquisito eBook
  • Di questi 24, la maggior parte è nel Nord Italia
  • Quasi tutti hanno sottolineato le limitazioni imposte dai DRM all’utilizzo degli eBook
  • Il numero degli eBook catalogati nell’Opac è risibile (l’Università di Bologna, che ha 57.000 eBook, ne ha catalogati appena 1000).

Oltre a questo, è venuto fuori poco altro, se non una considerazione che è stata ripetuta più volte con malcelato entusiasmo da parte degli editori (pochi, per la verità) presenti: la diffusione degli eReader ha creato un nuovo bisogno il cui effetto principale è il grande ritorno del .pdf. Sì, insomma, il prodotto digitale più venduto di questa prima fase è il libro in .pdf piuttosto che quello in .ePub. E questo, per gli editori tradizionali, è rassicurante, dal momento che il grande salto verso il digitale è vissuto da molti di loro come una preoccupazione anziché come una opportunità.

Nulla, in ogni caso, è venuto fuori in tema di idee, proposte, soluzioni innovative per le app di quotidiani e magazine. E non certo perché non ci sia ancora nulla. Quasi tutti, mi riferisco anche e soprattutto agli americani, sono molto abbottonati, aspettano che qualche concorrente inciampi e si faccia male pur di rimanere aggrappati, appunto, alla tradizione del. pdf . C’è ancora un forte timore di condividere le conoscenze, anche provenienti da altri settori che invece potrebbero fornire esempi utili. Ne prendo due, per mia futura memoria, da questo articolo:

Narration: The comics field is inspiration here, but so are the narrated slideshows that Newsweek/Washington Post pioneered almost a decade ago online. A handful of magazines such as The New Yorker, People and the b2b title Pharmacy Times are putting voice tracks and the writer’s voice into the app, but this should be de rigueur.

Find an excuse to use location: The magnificent iPad app from music video powerhouse VEVO has a “Music Map” function that shows you what videos people in your area are viewing. Why does someone want to know this? It gives readers a feeling of community, and it makes the brand immediately relevant by telling people things about the people nearby they didn’t know. Publishers need to start thinking about the location-based nature of mobile access. Once they find a way to leverage location (even in the most ephemeral way), they may start thinking harder about how their brands actually can serve people more directly on the local level.

commenti
  1. […] This post was mentioned on Twitter by Bookliners, Giulio Passerini. Giulio Passerini said: L'effetto dell'eBook Revolution? Il trionfo del pdf: http://t.co/RlctQHh […]

  2. Angelo scrive:

    Sfogliando tutti i risultati dell’indagine del gruppo di lavoro CARE della CRUI, ho trovato percentuali altissime di “non risponde” per molte domande (pagg. 20-24, ad esempio). Come è possibile? I questionari saranno finiti nelle mani sbagliate? Interessanti, invece, le condizioni a cui, secondo gli intervistati, si potrebbero diffondere gli eBook negli Atenei. Su tutte: “MODELLI DIACQUISTO MODULARI CON POSSIBILITA’ DI SELEZIONARE PARTI DELLE COLLEZIONI; LICENZE CHE GARANTISCANO REALMENTE L’ACCESSO PERPETUO; PROGRAMMI CONCRETI, CONDIVISI E STANDARDIZZATI PER LA CONSERVAZIONE DEL DIGITALE” (cfr. pag. 28).

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