Bandùna su Zoom, nasce il feuilleton digitale: la sfida di Alessandro Mari

Pubblicato: 15 dicembre 2011 in Uncategorized

Zoom Feltrinelli

Si ispira alla tradizione di Dickens e Balzac, ma pubblica sul supporto più avanzato che ci sia: un libro elettronico. Alessandro Mari non è nuovo alle commistioni letterarie – il romanzo d’esordio, Troppo umana speranza, con il quale ha vinto a 31 anni l’ultima edizione del Premio Viareggio, è ambientato nel primo Risorgimento italiano ed è scritto con uno stile alto, d’altri tempi -, ma questa volta va decisamente oltre. Domani inaugurerà con il primo capitolo di Bandùna una collana, interamente digitale, di Feltrinelli e nelle settimane successive aggiungerà ogni volta un pezzo della storia, come facevano appunto i grandi autori ottocenteschi. Alexandre Dumas pubblicò I tre moschettieri sul settimanale francese Le Siècle nel 1844, Mari lo farà per meno di un euro a puntata (esclusa quella iniziale, gratuita) su Zoom, una piattaforma dalla quale si potranno acquistare estratti o singoli capitoli da 25 libri di alcuni grandi nomi del catalogo Feltrinelli, da Erri De Luca a Banana Yoshimoto.

“Finalmente, anche a livello industriale e tecnologico, si può tornare ad abbracciare una forma di romanzo che era tipica della letteratura borghese dell’Ottocente e che invece è diventata una modalità espressiva dei serial televisivi, quella del feuilleton”, dice Alessandro Mari al telefono da un hotel berlinese, nel quale si è chiuso per scrivere i capitoli successivi i primi tre già consegnati. “L’idea di pubblicare un capitolo a settimana è anche una sfida personale: Troppo umana speranza ha avuto una gestazione di cinque anni e ho potuto cambiare le carte in tavola fino all’ultimo. Con Bandùna potrò fare scelte meno meditate, più di istinto, ma soprattutto dovrò riuscire a lasciare nel lettore una sete sufficiente per tornare su Zoom ogni sette giorni per comprare la nuova puntata”.

In che modo l’idea di pubblicare un libro elettronico sta influenzando il tuo lavoro?

“Soprattutto nella lunghezza dei testi. Con Feltrinelli si è deciso di stabilire un limite, anche perché Troppo umana speranza era abbastanza… cicciuto (752 pagine!). Abbiamo ipotizzato un numero di battute considerate “digeribili” settimanalmente su questo nuovo supporto: tra le 23 e le 26 mila, l’equivalente di poco più di mezz’ora di lettura. A Bandùna sarà dedicato anche un sito web: vogliamo creare un rapporto diretto con i lettori, non solo per sapere se il libro piace o no, ma anche se pensano a sviluppi ulteriori della trama in corso d’opera. Naturalmente eventuali idee porteranno il nome e cognome di che le proporrà, ma avendo un ego abbastanza ingombrante sarò sempre io a scegliere come andare avanti”.

Ma che cos’è Bandùna?

“E’ il nome di un paese inventato che sorge dopo il 1850 (lì dove si era fermato il precedente romanzo cartaceo, attraverso il quale si poteva comunque intravedere l’Italia di oggi) dalle macerie di uno dei terremoti che hanno ridisegnato l’Italia nel Settecento, a opera di un gruppo di ‘fuorbanditi’, come si chiamavano i malviventi dell’epoca. Lo definisco un romanzo sudamericano, di realismo magico, su un paese di puttane e di fuorilegge”.

Perché la consideri una sfida?

“Perché sarebbe stato più facile per un editore lavorare a un giallo di exploitation editoriale. Feltrinelli, e per questo mi piace lavorare con loro, non ha avuto paura di affrontare la rivoluzione digitale cercando di inserire in questo nuovo contenitore anche un nuovo modo di fare letteratura. Era già accaduto con Troppo umana speranza: per la mole e la fisionomia, era destinato a vendere tre copie, invece ha avuto un successo inatteso. Subito dopo, quasi come provocazione, ho proposto di pubblicare un romanzo a puntate, ma i costi sarebbero stati proibitivi e forse il mercato non sarebbe stato pronto ad accoglierlo. L’ebook consente di fare un’operazione del genere, con buoni margini di riuscita”.

Oltre che scrittore, sei anche un lettore digitale?

“Ho un iPad, sul quale leggo solo una parte dei libri: di recente, qualche pagina di Guerra e pace e, stranamente, una Guida dei vini. Su carta, invece, ho riletto La regina disadorna di Maurizio Maggiani, che considero un grande romanzo: ne ho sottolineato molto pagine e ho avuto bisogno di un contatto molto fisico per assorbirne la storia. Sono convinto che per i prossimi vent’anni si continuerà a viaggiare su un doppio binario: si leggerà sia su carta sia in formato elettronico”.

Update delle 23.15: Il sito di Zoom è online da pochi minuti, con molti, inevitabili, buchi. La distribuzione è ancora in corso, ma si possono già vedere alcune cose:

  • Bandùna è in formato epub con DRM Adobe, come dire che la novità va comunque protetta. Sarebbe stato interessante partire senza barriere di diritti per trasformare questa iniziativa in una grande promozione del nuovo verbo digitale;
  • Lo stesso vale per gli altri estratti da libri già in vendita da tempo;
  • Maurizio Maggiani fa invece scaricare gratuitamente (dal proprio sito, via Zoom) il suo secondo romanzo, Vi ho già tutti sognato una volta, sempre per capitoli singoli, ma in formato pdf. Originale e divertente, oltre che onesta e per questo molto apprezzabile, il motivo che sta alla base della sua idea (il neretto è mio):

    Rileggendolo oggi non ho ben chiaro cosa volessi dire e raccontare, ed è assai probabile che non lo avessi chiaro nemmeno mentre lo stavo scrivendo. Sta di fatto che ne ho sempre rifiutato la ristampa. Oggi “Vi ho già tutti sognato una volta” è tornato di mia proprietà ed intendo offrirlo gratuitamente, a puntate di un capitolo alla volta, alla lettura di chi ne fosse per qualche ragione curioso. In cambio chiedo agli eventuali lettori il gesto di generosità di dirmi la loro, scrivendo un commento e magari provando a delucidarmi circa la natura di quel testo.

commenti
  1. Manuele scrive:

    I titoli Zoom, Banduna compreso, sono protetti da social watermarking. Una soluzione onesta, direi.
    A me questo nuovo esperimento editoriale prende molto bene, ci vedo grandi potenzialità.
    Staremo a vedere.

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